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Scout

Gruppo Scout Olbia 1

A.G.E.S.C.I.

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GRUPPO SCOUT OLBIA 1   La nostra storia inizia vent’anni fa, quando, una sera d’inverno del 1990, una giovane coppia di sposi, Giuseppe e Caterina, provenienti da Sassari e trasferitisi ad Olbia per motivi di lavoro, si presentò al parroco di N.S. de La Salette, don Giuseppe Delogu. La domanda che gli rivolsero fu precisa e diretta, di quelle che non consentono malintesi ed esigono risposte altrettanto chiare: “Don Giuseppe, è interessato a dar vita ad un Gruppo scout, qui, nella sua parrocchia?”. Lui intuì subito di trovarsi davanti a due giovani motivati e determinati, due veri capi scout, desiderosi di ricominciare un’avventura interrotta poco prima nella loro città d’origine. Forse era stata proprio la Provvidenza a mandarli da lui. Non ebbe nessuna esitazione ed abbracciò immediatamente la loro iniziativa: “Proviamoci!”, fu la risposta. Coraggiosa! Si, perché all’epoca Olbia viveva il suo miglior periodo di sviluppo economico ed era troppo distratta dai beni materiali per pensare alle cose spirituali. Tanto più che forse nessuno dei suoi cittadini aveva la benché minima idea di cosa fosse lo scoutismo. Al contrario di Sassari, Alghero e Tempio Pausania, infatti, che avevano già una tradizione, Olbia non aveva mai visto una uniforme scout. Messo insieme un gruppetto di parrocchiani volenterosi, completamente ignari di ciò che li aspettava, ma con tanta voglia di imparare e fiduciosi nell’aiuto di Dio, ebbe inizio così un cammino spirituale con l’Assistente Ecclesiastico Don Giuseppe Delogu e di formazione metodologica, durato diciotto mesi, che portò a censire nell’A.G.E.S.C.I. il primo gruppo scout ad Olbia, alla fine del 1991. Gli associati erano 52, di cui 17 capi e 35 ragazzi divisi nelle due Unità: 24 nel Reparto e 11 nel Clan; nessuno di loro aveva mai vissuto esperienze scout. L’inizio fu difficile. Nonostante una bella cerimonia di presentazione alla Città, con la partecipazione del Sindaco Giampiero Scanu e la benedizione del Vescovo S.E. Mons. Meloni il neonato Gruppo mosse i primi passi tra l’ammirazione di pochi e l’ilarità di molti. La prima sfida fu convincere i ragazzi a non nascondere l’uniforme sotto il giubbotto durante le attività che si svolgevano in Città. La sede del reparto fu ricavata da un magazzino situato sotto il cavalcavia di via dei Lidi, mentre la sede del Clan era una stanzetta della casa parrocchiale di pochi metri quadri. Ma la prima vera difficoltà il gruppo la dovette affrontare dopo soli due anni. Nel 1993, infatti, i loro fondatori, Giuseppe e Caterina, lo abbandonarono per motivi personali. Si rischiò seriamente la chiusura. Ma la tenacia di Don Giuseppe (“Non permetterò mai che il gruppo chiuda!”) e di alcuni capi ha fatto si che si rinnovasse il censimento anche per il 1994, se pure a ranghi ridotti, con soli 43 iscritti fra capi e ragazzi. Proseguiva intanto con maggior impegno l’iter di formazione dei capi, sempre più consapevoli della necessità di prepararsi adeguatamente ad un servizio educativo difficile e carico di responsabilità. I genitori dei ragazzi, da parte loro, collaboravano sempre più con i capi, partecipando alla preparazione delle attività e contribuendo in modo decisivo con il loro sostegno materiale e morale, alla sopravvivenza del gruppo. Iniziò in quegli anni l’apertura verso il territorio, fuori dai confini della parrocchia. Così, alle prime attività di collaborazione e di servizio con la Caritas ed altre associazioni di volontariato, seguirono numerose iniziative di più ampio respiro, come la campagna antincendio promossa da Videolina su tutto il territorio regionale, o le raccolte di fondi su scala nazionale per conto di diverse Associazioni a favore della ricerca scientifica; e ancora le due giornate dedicate al “Jamboree on the air” in collaborazione con l’Associazione Radioamatori di Olbia, durante le quali gli scout di tutto il mondo entrano in contatto radio fra loro. Si arrivò quindi fino al 1999, altra tappa fondamentale, quando l’Olbia 1 aprì anche la terza Branca dei lupetti, i bambini di età compresa fra gli 8 e i 10 anni. Traguardo tanto desiderato fin dall’inizio dall’ Assistente Ecclesiastico. Ma anche punto di partenza all’insegna di un ancora maggior impegno. Il Gruppo, infatti, conta ormai quasi cento censiti e coinvolge ragazzi e ragazze di ogni parte della città, della periferia e dei paesi limitrofi, provenienti da realtà diverse, diversi ceti sociali e culture diverse. Il resto è storia dei giorni nostri, quando, all’inizio di questo anno scout, Don Giuseppe Delogu, cui va tutta la nostra gratitudine per tutto ciò che ci ha dato in questi vent’anni, ha passato il testimone a Don Gianni Sini, nuovo parroco e nuovo Assistente del Gruppo, con il quale si è già iniziato a lavorare a pieno ritmo con rinnovato entusiasmo e la solita voglia di mettersi in gioco. Nel 2011 il gruppo ha aperto anche il cerchio nella branca LC, bambine di età compresa fra gli 8 e i 10 anni, arrivando a censire in tutto 124 soci. Negli anni il clan ha partecipato regolarmente agli eventi di carattere nazionale ed internazionale come gli aiuti promossi dalla Protezione civile e dalla Caritas nelle zone terremotate o alle Giornate Mondiali della Gioventù, senza mai trascurare le attività di servizio in ambito cittadino. Possiamo certamente affermare che, tra alti e bassi, ormai il gruppo ha raggiunto un certo equilibrio che gli consente di viaggiare sempre con numeri importanti. Abbiamo avuto anche la partecipazione di quattro ragazzi agli ultimi due Jamboree, uno in Giappone e l’altro in U.S.A.. Il gruppo cerca di portare avanti la proposta educativa attraverso la metodologia scout con un continuo confronto anche con tutti i livelli associativi Agesci: la zona (provincia), la regione e il nazionale. Un traguardo raggiunto grazie al contributo di tutti, bambini, ragazzi, giovani, genitori, capi, e sacerdoti che in questi oltre venticinque anni di storia si sono succeduti, circa un migliaio di persone: chi resistendo con tenacia alle difficoltà, chi abbandonando anzitempo, chi affacciandosi semplicemente per un istante. Ad ognuno di loro spetta un posto speciale ed inconfondibile, ad ognuno un grazie per aver reso possibile quello che all’inizio sembrava un sogno impossibile. Oggi 2020 il gruppo ha 120 censiti articolati nelle tre branche con un co.ca. di 13 capi. La speranza e l’augurio è che non manchino mai operai nella messe perché i giovani, mai come in questo periodo storico, hanno veramente bisogno di esempi che si affianchino alle famiglie per accompagnarli nella fase della loro crescita. Buona caccia e buona strada   Recapiti:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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