ADORAZIONE EUCARISTICA Giovedì 06 febbraio 2020

Scritto da Super User

4^ settimana del tempo ordinario anno A

 

(Il mese di febbraio è dedicato allo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità. Lo Spirito Santo è Dio, e, nello stesso tempo, il dono d’amore che Dio riserva ai suoi figli devoti. Discende sui credenti come una fiamma ardente e rende le loro parole alate, in modo che possano giungere al Padre. Febbraio dedica le sue devozioni anche alla Sacra Famiglia, la famiglia per eccellenza, quella composta da Gesù, Giuseppe e Maria. Le preghiere e le litanie sono tutte dedicate a questo perfetto esempio di Amore e Fede, al quale tutti dovrebbero guardare per vivere in serenità e pienezza. Le devozioni alla Sacra Famiglia esprimono la volontà di fare ciò che piace a Gesù, Maria e Giuseppe e evitare ciò che possa dispiacere loro).

dal Vangelo di Marco 6, 7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.

Adorazione silenziosa …

Canto

Riflessione al Vangelo

di Papa Francesco

«Nel passo evangelico abbiamo ascoltato come Gesù chiama i suoi discepoli e li invia a portare il Vangelo: è lui che chiama. Il Vangelo dice che chiamò a sé e mandava e dava loro poteri: nella vocazione dei discepoli, il Signore dà il potere: il potere per cacciare gli spiriti impuri, per liberare, per guarire. Questo è il potere che dà Gesù. Egli infatti non dà il potere di manovrare o fare grandi imprese»; ma il potere, lo stesso potere che aveva lui, il potere che lui aveva ricevuto dal Padre, glielo consegna. E lo fa con un consiglio chiaro: andate in comunità, ma per il viaggio non prenderete nient'altro che un bastone, né pane, né sacca, né denaro: in povertà! Il Vangelo è così tanto ricco e tanto forte che non ha bisogno di fare grandi ditte, grandi imprese per essere annunciato. Perché il Vangelo dev'essere annunciato in povertà, e il vero pastore è quello che va come Gesù: povero, ad annunciare il Vangelo, con quel potere. E quando il Vangelo viene custodito con questa semplicità, con questa povertà, si vede chiaramente che la salvezza non è una teologia della prosperità ma è un dono, lo stesso dono che Gesù aveva ricevuto per darlo».

Adorazione silenziosa …

Canto

Salmo 1Cr 29, 10-12

A te la lode e la gloria nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore,
Dio d’Israele, nostro padre,
ora e per sempre.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza,
lo splendore, la gloria e la maestà:
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. 

A te la lode e la gloria nei secoli.

Tuo è il regno, Signore:
ti innalzi sovrano sopra ogni cosa.
Da te provengono la ricchezza e la gloria 

A te la lode e la gloria nei secoli.

Tu dòmini tutto;
nella tua mano c’è forza e potenza,
con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Adorazione silenziosa

Canto

Lourdes 11 Febbraio

28° Giornata mondiale del malato

di Papa Francesco

Gesù rivolge l’invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che sanno di dipendere interamente da Dio e che, feriti dal peso della prova, hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo, a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l’umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza. Perché Gesù Cristo nutre questi sentimenti? Perché Egli stesso si è fatto debole, sperimentando l’umana sofferenza e ricevendo a sua volta ristoro dal Padre. Infatti, solo chi fa, in prima persona, questa esperienza saprà essere di conforto per l’altro. Diverse sono le forme gravi di sofferenza: malattie inguaribili e croniche, patologie psichiche, quelle che necessitano di riabilitazione o di cure palliative, le varie disabilità, le malattie dell’infanzia e della vecchiaia… In queste circostanze si avverte a volte una carenza di umanità e risulta perciò necessario personalizzare l’approccio al malato, aggiungendo al curare il prendersi cura, per una guarigione umana integrale. Nella malattia la persona sente compromessa non solo la propria integrità fisica, ma anche le dimensioni relazionale, intellettiva, affettiva, spirituale; e attende perciò, oltre alle terapie, sostegno, sollecitudine, attenzione… insomma, amore.

            Inoltre, accanto al malato c’è una famiglia che soffre e chiede anch’essa conforto e vicinanza.

Adorazione silenziosa

Canto

 

Santa Scolastica

Lunedì 10 Febbraio

 

È la sorella del grande S. Benedetto, fondatore dell'Ordine Benedettino e del monachismo d'Occidente. Fin dalla giovinezza si consacrò al Signore col voto di verginità, e più tardi, quando già il fratello aveva fondato l'abbazia di Montecassino, fece costruire un monastero alle falde di quel monte per sé e per quelle che l'avessero voluta seguire. Molte giovani infatti le si unirono formando di quella casa una comunità religiosa, di cui ella fu abbadessa. Il fratello ne determinò le regole, e l'ordine si chiamò delle « Benedettine ». Da principio S. Scolastica saliva una volta all'anno all'abbazia del fratello, per conferire con lui: ma egli trovò che non era conveniente ch'ella si recasse fin lassù, essendo il viaggio troppo disagevole; perciò si offerse di scendere a lei. Quando scendeva; si intratteneva in discorsi spirituali; ed alle volte mangiavano anche assieme. Avvenne in una di queste volte, che doveva essere l'ultima, che i loro discorsi si protraessero più a lungo del solito onde, declinando ormai la giornata, S. Benedetto fece cenno ai suoi frati che l'avevano accompagnato ch'era ora di ripartire e che quindi si tenessero pronti. Scolastica però gli s'oppose pregandolo di rimanere fino al perché  diceva: “Mi pare che questa debba essere l'ultima volta che ci intratteniamo assieme”.  Ma che dici, sorella mia, le rispose egli, non sai che non posso trascorrere la notte fuori della mia cella? E s'alzò deciso a ripartire. Scolastica, visto inutile ogni ulteriore tentativo, chinò la fronte fra le mani e pregò in segreto. Intanto S. Benedetto e i suoi frati si avviarono, aprirono la porta per uscire sulla stradetta e videro... scrosciare un acquazzone che, chi vi fosse stato presente, avrebbe pensato ad un secondo diluvio. E a completare il quadro si aggiungevano tuoni e lampi che pareva volessero squassare il monte. È da notare che pochi minuti prima il cielo era tutto terso.  Dio ti perdoni, sorella mia, ma che hai tu fatto? la riprese il fratello costretto a rientrare in casa. Ed ella candidamente: Ti pregai di rimanere fino a domani e non mi hai ascoltata; per questo mi sono rivolta al Signore ed Egli mi ha esaudita. E allora sia fatta la volontà di Dio! Quella notte fu trascorsa in preghiere, in sante conversazioni, in pii esercizi di pietà e la mattina S. Benedetto si avviò all'abbazia. Tre giorni dopo, mentre egli stava pregando, alzando lo sguardo, vide l'anima della sorella portata su ali d'Angeli salire al cielo e, anziché piangere, ne lodò il Signore. Benedetto mandò poi alcuni frati a prendere il corpo della Santa, lo fece portare all'abbazia, e seppellire nella propria tomba.

 

Adorazione silenziosa …

Canto

 

Lo Spirito Santo

di Papa Francesco

 

         Un perfetto sconosciuto se non addirittura «un prigioniero di lusso»: ecco cos’è lo Spirito Santo per i molti cristiani ignari che è lui a «muovere la Chiesa», portandoci a Gesù, e a renderci «reali» e «non virtuali». L’incoraggiamento a riflettere sul ruolo centrale che ha lo Spirito Santo nella vita dei credenti. Paolo incontra a Efeso alcuni discepoli che credevano in Gesù e fa loro questa domanda: «Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando siete venuti alla fede?». E loro, dopo essersi guardati un po’ stupiti, gli hanno risposto: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo!». Dunque, «credevano in Gesù, erano discepoli buoni, ma neppure avevano sentito che esistesse lo Spirito Santo». Anche oggi accade lo stesso. La maggioranza dei cristiani sa poco o nulla sullo Spirito Santo, tanto da poter fare propria la risposta dei discepoli di Efeso a Paolo: «Non abbiamo sentito dire che esista uno Spirito Santo». E se noi domandiamo a tante brave persone: «chi è lo Spirito Santo per te?» e «cosa fa e dov’è lo Spirito Santo?», l’unica risposta sarà che è «la terza persona della Trinità». Esattamente come hanno imparato al catechismo. Certo, «sanno che il Padre ha creato il mondo, perché la creazione è attribuita al Padre». E sanno anche che «il Figlio è Gesù, che ci ha redento e ha dato la vita». Dunque «ti dicono tutto, ma poi», riguardo allo Spirito Santo, sanno che è sì «la terza persona della Trinità», ma se gli chiedi: «cosa fa?», ti rispondono che «è lì!». E «così si fermano i nostri cristiani».

«Lo Spirito Santo — ha spiegato Francesco — è quello che muove la Chiesa; è quello che lavora nella Chiesa, nei nostri cuori; è quello che fa di ogni cristiano una persona diversa dall’altra, ma da tutti insieme fa l’unità». Dunque, lo Spirito Santo «è quello che porta avanti, spalanca le porte e ti invia a dare testimonianza di Gesù».

Adorazione silenziosa …

BENEDIZIONE EUCARISTICA

 

Canto: Tantum Ergo

 

 

Tantum ergo, sacramentum

veneremur cernui,

et antiquum documentum

novo cedat ritui; 

praestet fides supplementum

sensuum defectui.  

 

 

Genitori Genitoque

laus et jubilatio, 

salus, honor, virtus quoque

sit et benedictio;

Procedenti ab utroque compar sit laudatio. Amen

 

 

           

Preghiera per le vocazioni di San Paolo VI   (insieme)

 

            Illuminati ed incoraggiati dalla tua Parola, ti preghiamo, o Signore, per coloro che hanno già seguito ed ora vivono la tua chiamata.

Per i tuoi vescovi, i sacerdoti, i diaconi; ed ancora per i tuoi consacrati, religiosi, fratelli e suore; ed ancora per i tuoi missionari e per i tuoi laici generosi che operano nei ministeri istituiti o riconosciuti dalla Santa Chiesa.

Sostienili nelle difficoltà, confortali nelle sofferenze, proteggili nella persecuzione, confermali nella fedeltà. Ti preghiamo, Signore, per coloro che stanno aprendo il loro animo alla tua chiamata o già si preparano a seguirla.

La tua Parola li illumini, il tuo esempio li conquisti, la tua grazia li guidi fino al traguardo dei sacri ordini, dei voti religiosi, del mandato missionario. Per tutti coloro, o Signore, per la tua Parola sia di guida e di sostegno, affinché sappiano orientare, consigliare, suggerire i fratelli con la forza che tu solo puoi comunicare.

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