“FAME, UNA COVERSAZIONE CON PAPA FRANCESCO”

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“FAME, UNA COVERSAZIONE CON PAPA FRANCESCO”,

il libro del giornalista RAI Gianni Garrucciu

verrà presentato venerdì a Olbia in piazza N. S. de La Salette

 

Volti e storie, numeri che fanno paura e che non possono più essere ignorati: 821 milioni di esseri umani oggi patiscono la fame secondo gli ultimi dati ufficiali della FAO: venerdì 26 giugno, a Olbia, nella piazza Nostra Signora de La Salette, alle 19 e 30, verrà illustrato per la prima volta in Sardegna “FAME, una conversazione con Papa Francesco”, un libro scritto dal giornalista Gianni Garrucciu in dialogo con Papa Francesco.

Il volume, edito da “San Paolo”, indaga il tema fondamentale della vita del pianeta stimolando il lettore, penetrando acutamente nei più sottili anfratti della riflessione sulla malnutrizione, sulla insicurezza alimentare, sulle migrazioni e sui suoi paradossi.

Un'opera frutto di un lavoro di ricerca che a sostegno delle numerose e profonde osservazioni di Papa Francesco come: “La fame nel mondo non è naturale né ovvia, viene usata come arma di guerra”, dà spazio alle riflessioni di David Beasley, direttore esecutivo del WFP (il Programma alimentare mondiale, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare e la più grande organizzazione umanitaria del mondo: assiste una media di 100 milioni di persone in 78 Paesi del pianeta); ma anche a due economisti della FAO, un medico della OMS, che ogni anno studiano ed elaborano dati e pubblicazioni su tema della fame.

“Ho cercato di portare i lettori dentro il problema – ha dichiarato Gianni Garrucciu - con passione e attenzione ai dati di numerose realtà, raccolti fra i testimoni più importanti delle Istituzioni mondiali, i volontari e gli abitanti delle zone più a rischio del pianeta. La questione della fame, infatti non riguarda solo la descrizione delle sofferenze, ma anche la volontà di riscatto sociale ed economico. Spero – conclude l'autore - di aver saputo catturare il lettore con la forza dei dati e della narrazione, magari obbligandolo a pensare a quello che vogliamo essere e che vogliamo che il mondo intorno a noi sia in futuro”.

La presentazione del libro vedrà la partecipazione di S. E. Mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio Ampurias, del sindaco di Olbia Settimo Nizzi, di don Gianni Sini, parroco della parrocchia di N. S. de La Salette che coordinerà i lavori e dell'autore.

L'intera serata verrà trasmessa in diretta su Gallura TV canale 623 del digitale terrestre e sulla pagina facebook di Gallura Live.

ADORAZIONE EUCARISTICA Giovedì 05 Marzo 2020

Scritto da Super User

 1^ Settimana di Quaresima dopo le Ceneri  anno A

 

(Il mese di marzo è consacrato alla devozione a San Giuseppe, che viene festeggiato il 19 marzo. San Giuseppe è l’esempio di padre buono e amorevole per eccellenza, di marito fedele e premuroso, ma anche di umile servitore della volontà divina, in quanto accettò il suo ruolo di marito di Maria e padre putativo di Gesù senza mettere in discussione il disegno di Dio).

Dal Vangelo secondo Matteo 7,7-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». Parola del Signore

Adorazione silenziosa …

Canto

 

Riflessione al Vangelo

 

Il vangelo ricorda "la regola d'oro" che è presente in tutte le religioni "fare agli altri quello vorresti fosse fatto a te e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". E' una norma chiara, presente in ogni uomo e donna ed è il primo passo verso l'amore cristiano più profondo, il nuovo comandamento datoci da Gesù (cf Gv 13,34). Essere discepoli di Cristo esige impegno e responsabilità: quindi rispettare l'altra persona, mettersi nei suoi panni, farsene carico, anzi amarla, perché in noi si riconosca la presenza di Dio-Amore. L'indifferenza verso l'altro è un pessimo difetto che ci impedisce di soccorrere le persone, ci rende responsabili della mancata correzione e della negligenza verso l'altro.

Adorazione silenziosa …

Canto

 

 

Salmo 137

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

 

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

mi prostro verso il tuo tempio santo.

 

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

 

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza.

 

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

 

La tua destra mi salva.

Il Signore farà tutto per me.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l’opera delle tue mani.

 

Adorazione silenziosa

Canto

Innestarci in Cristo

 

         Un contadino, se vuole una particolare qualità di frutta, deve operare il giusto innesto. Se la Chiesa vuole che un uomo pensi come Cristo e agisca come Lui, nello Spirito Santo, prima lo deve innestare in Cristo e poi nutrirlo con la Parola e il Corpo di Cristo. Se noi diciamo che Cristo non serve all'uomo, non possiamo poi pretendere che un uomo pensi come Cristo e agisca come Lui, nello Spirito Santo. Non creando più noi, i cristiani, come Dio ha creato l'uomo, priviamo l'uomo della possibilità di ritornare ad essere uomo. L'uomo nuovo va creato. Chi deve e può crearlo è solo la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Oggi l'uomo non crede in Dio. Vive senza alcun riferimento al trascendente, al soprannaturale, ad una Legge perenne di verità e di giustizia. Non possiamo noi chiedergli di obbedire al Dio che per lui neanche esiste.  Oggi l'uomo neanche più crede in Cristo Signore. Distruttori di questa santa fede sono i cristiani con le loro malsane e nefaste teologie fondate su teorie della carne. Quando l'uomo ha bisogno di pensare come Cristo, non lo abbiamo. Non possiamo prima dirgli che può andare a Dio, attraverso qualsiasi via, anche attraverso la via dell'ateismo e poi esigere o lamentarci che lui non pensi e non agisca secondo il Vangelo, secondo la Legge di Gesù Signore. Ma neanche possiamo pensare che un uomo pensi da uomo se prima non lo formiamo come uomo. Oggi abbiamo deciso che si devono lasciare crescere i bambini senza alcuna formazione né umana né cristiana. Quali sono i frutti? Cresce in loro ogni vizio, si esprime la loro istintività di male senza alcun controllo. O facciamo l'uomo o è impossibile pensare da uomini. Ma il vero uomo è il cristiano.

Adorazione silenziosa …

Canto

 

La quaresima un cammino verso la Pasqua

 

         Nel tempo di Quaresima la Chiesa ci richiama ancora una volta alla necessità di rinnovare il nostro cuore e le nostre opere, in modo da scoprire sempre meglio la centralità del mistero pasquale: metterci nelle mani di Dio per «crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e testimoniarlo con una degna condotta di vita».      La Quaresima è un cammino verso la Pasqua, verso la morte e risurrezione del Signore: un ritorno all’Amore eterno. «Che strana capacità ha l’uomo di dimenticare le cose più meravigliose, di abituarsi al mistero! Ricordiamo ancora una volta, in questa Quaresima, che il cristiano non può essere superficiale. Pienamente inserito nel suo lavoro ordinario, deve, nello stesso tempo, essere pienamente in Dio, perché ne è figlio». Perciò è logico che durante questi giorni riflettiamo nella nostra orazione sulla necessità della conversione, di rivolgere i nostri passi verso il Signore e di purificare il nostro cuore. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo» Sono parole tratte dal salmo Miserere, che la Chiesa ci propone spesso in questo tempo liturgico.

Adorazione silenziosa …

Canto

 

L’orazione personale nel periodo di Quaresima

 

La preghiera è il polmone della nostra fede che ci permette di restare in contatto con il Signore per lasciar illuminare la nostra quotidianità dalla sua Parola. E la quaresima, tempo che ci aiuta a reindirizzare le nostre scelte verso l'autenticità e la fecondità, è un tempo in cui la preghiera acquista spazio e spessore. Bastano cinque minuti al giorno, un momento in cui portiamo le cose da fare, le persone da incontrare, il nostro stato d'animo alla presenza di Dio. Non un Dio qualunque ma il Dio che ci ha raccontato Gesù, il Dio di ogni bene e di ogni luce, il Dio che sa bene di cosa abbiamo bisogno. La preghiera, allora, non si riduce a stanca ripetizione di richieste da fare e di favori da ricevere, ma ci diventa indispensabile per capire se la nostra vita ha davvero a che fare con la benevola volontà di Dio. La nostra fede, spesso ridotta a ritualismo e a stanca abitudine, ha bisogno di imparare a pregare, di fare della preghiera il punto focale della nostra vita. La quaresima può essere il momento giusto per reimpostare la nostra vita...

Adorazione silenziosa …

BENEDIZIONE EUCARISTICA

 

Canto: Tantum Ergo

 

 

Tantum ergo, sacramentum

veneremur cernui,

et antiquum documentum

novo cedat ritui; 

praestet fides supplementum

sensuum defectui.  

 

Genitori Genitoque

laus et jubilatio, 

salus, honor, virtus quoque

sit et benedictio;

Procedenti ab utroque compar sit laudatio. Amen

 

 

Preghiera per le vocazioni  sacerdotali  (insieme)

di San Pio X

 

         O Gesù, Pastore eterno delle anime, ascolta la preghiera nostra per i nostri sacerdoti.
         Illumina i pastori nella scelta, i direttori di spirito nel consiglio, gli educatori nella cultura delle vocazioni.

         Donaci Sacerdoti che siano angeli per purezza, tutti perfetti nell'umiltà, pieni di santo amore, eroi di sacrificio, apostoli della Tua gloria, salvatori e santificatori delle anime.

         Cuore Sacerdotale di Gesù, donaci santi sacerdoti.

         Cuore Immacolato di Maria, donaci santi Sacerdoti.

ADORAZIONE EUCARISTICA Giovedì 20 Febbraio 2020

Scritto da Super User

6^ settimana del tempo ordinario anno A

 (Il mese di febbraio è dedicato allo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità. Lo Spirito Santo è Dio, e, nello stesso tempo, il dono d’amore che Dio riserva ai suoi figli devoti. Discende sui credenti come una fiamma ardente e rende le loro parole alate, in modo che possano giungere al Padre. Febbraio dedica le sue devozioni anche alla Sacra Famiglia, la famiglia per eccellenza, quella composta da Gesù, Giuseppe e Maria. Le preghiere e le litanie sono tutte dedicate a questo perfetto esempio di Amore e Fede, al quale tutti dovrebbero guardare per vivere in serenità e pienezza. Le devozioni alla Sacra Famiglia esprimono la volontà di fare ciò che piace a Gesù, Maria e Giuseppe ed evitare ciò che possa dispiacere loro).

Dal Vangelo secondo Marco 8, 27-33

             In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».  Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Parola del Signore

 Adorazione silenziosa …

Canto

 

Riflessione al Vangelo


Chi è Gesù? È la domanda che soggiace a tutto il vangelo di Marco costruito esattamente intorno a questa domanda. Chi è davvero quest'uomo? Marco e i discepoli hanno dato la loro risposta: Gesù è il rivelatore del Padre, colui che manifesta pienamente il volto di Dio, è il Messia atteso. Pietro, illuminato dallo Spirito, giunge a manifestare la propria convinzione. Pietro osa, nel proclamare che Gesù è il Cristo. Ma appena Gesù svela in che modo egli vuole essere Messia, disposto a morire pur di proclamare con coerenza il volto autentico di Dio, prende da parte Gesù per spiegargli come deve fare... Come facciamo noi quando spieghiamo a Dio come deve fare a fare Dio!

 Adorazione silenziosa …

Canto

 

Salmo 33

 Il Signore ascolta il grido del povero.

 Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino.

 Il Signore ascolta il grido del povero

 Magnificate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore: mi ha risposto

e da ogni mia paura mi ha liberato.

 Il Signore ascolta il grido del povero

 Guardate a lui e sarete raggianti,

i vostri volti non dovranno arrossire.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo salva da tutte le sue angosce.

 Il Signore ascolta il grido del povero

 Adorazione silenziosa …

Canto

 Ma voi, chi dite che io sia?" Pietro gli rispose: "Tu sei il Cristo".

di Papa Francesco

 La domanda a Pietro - Chi sono io per voi, per te? - si capisce soltanto lungo una strada, dopo una lunga strada. Una strada di grazia e di peccato. È la strada del discepolo. Infatti Gesù a Pietro e ai suoi apostoli non ha detto: conoscimi! Ha detto: seguimi! E proprio questo seguire Gesù ci fa conoscere Gesù. Seguire Gesù con le nostre virtù e anche con i nostri peccati. Ma seguire sempre Gesù! Gesù dice a Pietro: la confessione che io sono il Figlio di Dio, il Messia, tu non l’hai imparata dalla scienza umana, te l’ha rivelato il Padre. E, ancora, Gesù dirà ai suoi discepoli: lo Spirito Santo, che vi invierò, vi insegnerà tutto e vi farà capire quello che io vi ho insegnato. Dunque si conosce Gesù come discepoli sulla strada della vita, dietro di lui. Ma questo non basta, perché conoscere Gesù è un dono del Padre: è lui che ci fa conoscere Gesù.

Chiediamo al Padre che ci dia la conoscenza di Cristo e lo Spirito Santo ci spieghi questo mistero.

 Adorazione silenziosa …

Canto

 

Riflessione sulla odierna giornata del cosidetto “giovedì grasso”         

            Una spiegazione più consona alle tradizioni cristiane, vede l’appellativo “Grasso” come attribuito ai giorni di festa, che precedono il periodo della Quaresima. La stessa spiegazione calza quindi anche per il martedì grasso, il giorno che precede il mercoledì delle ceneri, e che indica la fine della settimana dei sette giorni di carnevale. Il carnevale è una festa di origine pagana recuperata nel Medioevo e che la Chiesa di Roma ha tollerato, com'è avvenuto con tutte le civiltà in cui c'erano alcuni giorni dell'anno dedicati a celebrazioni sfrenate. Essendo una festa pagana, alcuni si chiedono se sia un bene o un male per un cristiano partecipare al carnevale. In teoria non c'è niente di male a partecipare al carnevale, anche se tutto dipende dal tono e dai contenuti della festa. Per ogni cristiano non è bene mangiare troppo, ubriacarsi o assumere droghe, perché danneggiano la salute del corpo e vanno quindi contro il quinto comandamento, che obbliga a prendersi cura del proprio corpo senza esporlo a lesioni come quelle provocate dall'abuso di alcool, droghe o esagerate libagioni. Ciò non vuol dire che non si debba partecipare alle feste, ma che in esse il cristiano deve dimostrare la propria sobrietà e la propria temperanza. Divertirsi è sempre gradito a Dio, ma non è sano il divertimento che danneggia il proprio corpo con degli eccessi.

Adorazione silenziosa …

Canto

Mercoledì 26 p.v. ricorreranno Le Ceneri e l’inizio della Quaresima

Nel Vangelo di Matteo, Gesù “fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo”, e vi digiunò “quaranta giorni e quaranta notti” (Matteo 4, 1-2). Lo fece per prepararsi al suo ministero pubblico, che sarebbe culminato nel sacrificio della sua vita sul Monte Calvario.  Seguendo le orme di Gesù, la Chiesa cattolica ha istituito all’inizio della sua storia un periodo speciale di digiuno di 40 giorni, inteso come tempo di preparazione e rinnovamento spirituale e che termina nella gloriosa celebrazione della resurrezione di Gesù. Il Mercoledì delle Ceneri segna il primo giorno di questo periodo penitenziale nel rito romano della Chiesa cattolica, e cade sempre 46 giorni prima della domenica di Pasqua. Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il periodo che precede la Pasqua, ed è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, astensione che la Chiesa richiede per tutti i venerdì dell’anno ma che negli ultimi decenni è stato ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è previsto il Venerdì Santo.  «Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai». Queste parole compaiono in Genesi 3,19 allorché Dio, dopo il peccato originale, cacciando Adamo dal giardino dell’Eden lo condanna alla fatica del lavoro e alla morte: «Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». Questa frase veniva recitata il giorno delle Ceneri quando il sacerdote imponeva le ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente – ai fedeli. Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II, la frase è stata mutata con la locuzione: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15) che esprime, oltre a quello penitenziale, l’aspetto positivo della Quaresima che è tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio.

Adorazione silenziosa …

 

BENEDIZIONE EUCARISTICA

 

Canto: Tantum Ergo

 

 

Tantum ergo, sacramentum

veneremur cernui,

et antiquum documentum

novo cedat ritui; 

praestet fides supplementum

sensuum defectui.  

 

Genitori Genitoque

laus et jubilatio, 

salus, honor, virtus quoque

sit et benedictio;

Procedenti ab utroque compar sit laudatio. Amen

 

Preghiera per le vocazioni  sacerdotali  (insieme)

di San Giovanni Paolo II

           

  • Cristo Gesù, maestro buono, fa che ascoltiamo la tua voce.
  • Cristo Gesù, che sulle rive del mare di Galilea hai chiamato gli apostoli e li hai costituiti fondamento della Chiesa e portatori del tuo Vangelo, sostieni nell'oggi della storia il tuo Popolo in cammino.
  • Infondi coraggio a coloro che chiami a seguirti nella via del sacerdozio e della vita consacrata, perché possano fecondare il campo di Dio con la sapienza della tua Parola.
  • Rendili docili strumenti del tuo Amore nel quotidiano servizio ai fratelli.

ADORAZIONE EUCARISTICA Giovedì 12 Marzo 2020

Scritto da Super User

 2^ Settimana di Quaresima dopo le Ceneri  anno A

 

In ottemperanza al Decreto del vescovo, l’adorazione Eucaristica  non si svolgerà in chiesa alla presenza dei fedeli, ma ognuno ritaglierà un momento di preghiera con la famiglia o singolarmente

 

(Il mese di marzo è consacrato alla devozione a San Giuseppe, che verrà festeggiato il prossimo 19 marzo. San Giuseppe è l’esempio di padre buono e amorevole per eccellenza, di marito fedele e premuroso, ma anche di umile servitore della volontà divina, in quanto accettò il suo ruolo di marito di Maria e padre putativo di Gesù senza mettere in discussione il disegno di Dio).

 

 

 

Dal Vangelo secondo Luca 16, 19-31

 

 

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

 

Preghiera personale silenziosa

 

 

Riflessione al Vangelo

 

Non ha nome il ricco che banchetta senza accorgersi del povero che muore alla sua porta. Solo un aggettivo lo identifica: epulone, cioè esagerato, crapulone. Non ha un nome: Dio non lo conosce, non sa chi sia. Non ha un nome, non ha identità come, invece, ha il povero Lazzaro che riceve solo attenzione dai cani (quante volte ancora oggi succede così!). Non si dice che sia particolarmente malvagio, il ricco, forse la sua ricchezza è frutto della sua abilità imprenditoriale. Ma la ricchezza gli ha chiuso il cuore, ha innalzato intorno a lui un alto muro di indifferenza, ha scavato un abisso che neppure Dio riesce a colmare. Nel momento della verità, alla sua morte, il ricco scopre quella sete che aveva ignorato, una sete di felicità che lo tormenta. Attenti, discepoli del Signore, a non fare lo stesso errore: approfittiamo dei tanti profeti che ci circondano, spalanchiamo il cuore e l'intelligenza per soccorrere il povero che muore alla porta di casa...

 

Preghiera personale silenziosa

 

Salmo 1

Beato l’uomo che confida nel Signore

 

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,

non resta nella via dei peccatori

e non siede in compagnia degli arroganti,

ma nella legge del Signore trova la sua gioia,

la sua legge medita giorno e notte.

 

Beato l’uomo che confida nel Signore

 

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,

che dà frutto a suo tempo:

le sue foglie non appassiscono

e tutto quello che fa, riesce bene.

 

Beato l’uomo che confida nel Signore

 

Non così, non così i malvagi,

ma come pula che il vento disperde;

poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,

mentre la via dei malvagi va in rovina.

 

Beato l’uomo che confida nel Signore

 

 

Preghiera personale silenziosa

 

 

 

Possedere ricchezze

 

“Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” (Lc 18,24). Perciò è necessario dice Gesù, un cambiamento radicale del nostro atteggiamento. È necessario liberarci di tutte le ricchezze che appesantiscono il nostro cuore, è necessario staccarsene, perché esse ci impediscono di vedere il povero che “giace alla nostra porta”. Chi tra noi oserebbe dire che non tiene a nessuna ricchezza? Siamo tutti assai preoccupati di noi stessi, del nostro agio, dei nostri interessi... La vera privazione, la più importante agli occhi di Dio, è quella che libera il nostro cuore dal suo egoismo e che lo apre agli altri. Il Vangelo ci dà modo di conquistare veri tesori che nulla può intaccare: mettendo al servizio dei poveri, con umiltà, tutto ciò che abbiamo in beni materiali, talento, potere, qualità. Allora, coloro che avremo soccorso verranno da questa terra in nostro aiuto: non solamente faranno scaturire ciò che vi è di migliore in noi, la gioia del dare, ma ci faranno ottenere per noi un posto nel regno di Dio, che non appartiene che ai poveri.

 

Preghiera personale silenziosa

 

 

Il digiuno dell(senza i fedeli)e buone azioni, non va mai fatto!

 

Tutti sappiamo che la Parola del Signore è la sola via che conduce alla vita eterna. Tutti conosciamo le regole del giudizio di Dio che sarà fondato sulle nostre opere, sia in bene che in male. Perché allora non facciamo il bene ed evitiamo il male? Charles de Foucauld ricordava: “Tutto mi dice di convertirmi, tutto mi canta la necessità di santificarmi, tutto mi ripete e mi urla che, se un bene che io desidero non si verifica è solo per mia colpa, per mia grandissima colpa e devo sbrigarmi a convertirmi”

 

Preghiera personale silenziosa

 

 

Conversione in tempo di quaresima

 

Fra le conversioni che siamo chiamati ad operare in questo tempo di quaresima vi è quella difficilissima che ci conduce dall'apatia alla solidarietà verso gli altri. Nella tragica parabola del ricco epulone, è l'indifferenza a prevalere: Luca non ci dice che il ricco è malvagio, è semplicemente troppo concentrato su di sé per vedere alla sua porta Lazzaro che muore di fame. Il ricco non è cattivo, ma non riesce a provare neppure la compassione che a Lazzaro sanno dare i cani. È così anche il nostro mondo: assuefatto, inferocito, rabbioso, ha scordato la compassione e la misericordia, sa solo dare giudizi affrettati sulle situazioni di povertà che incontriamo sotto casa, si disinteressa del mondo rinchiudendosi in un piccolo mondo autoreferenziale. Ma questa indifferenza scava un abisso che Dio stesso non riesce a colmare. La sete che prova il ricco epulone è la sete di giustizia che non ha saputo colmare quando era in vita e, con rammarico, anche Abramo deve riconoscere di non riuscire a colmare quel vuoto che egli ha creato. Non è una punizione quindi la tragica sete del ricco, ma la conseguenza della sua narcisistica solitudine.

 

Preghiera personale silenziosa

 

 

 

 

        

 

Preghiera per le vocazioni  sacerdotali  (insieme)

di Giovanni Paolo II

 

 

Vergine Maria, umile figlia dell'Altissimo, in te s'è compiuto in modo mirabile il mistero della divina chiamata. Tu sei l'immagine di ciò che Dio compie in chi a lui si affida; In te la libertà del Creatore ha esaltato la libertà della creatura. Colui che è nato nel tuo grembo ha congiunto in un solo volere la libertà salvifica di Dio e l'adesione obbediente dell'uomo. Grazie a te, la chiamata di Dio si salda definitivamente con la risposta dell'uomo Dio. Tu primizia di una vita nuova, custodisci per tutti noi il "Sì" generoso della gioia e dell'amore verso Dio e verso il prossimo.  Giovane figlia di Sion, Stella del mattino che guidi i passi dell'umanità, orienta la gioventù verso Colui che è "la luce vera che illumina ogni uomo".

Il Signore, ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen

Adorazione Eucaristica Giovedì 26 marzo 2020

Scritto da Super User

PARROCCHIA NOSTRA SIGNORA DE LA SALETTE – OLBIA

Giovedì 26 marzo 2020

 1

 Pregare in famiglia, Chiesa domestica.

La famiglia può riunirsi nella propria casa dinanzi ad un crocifisso o ad un’immagine di Cristo

 

INTRODUZIONE ALLA PREGHIERA

Guida: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen.

Guida: Dio Padre che è benedetto nei secoli

ci conceda di essere in comunione gli uni con gli altri,

con la forza dello Spirito Santo,

in Cristo Gesù che risuscitò l’amico Lazzaro dal suo sepolcro.

Tutti: Benedetto nei secoli il Signore.

 

1

 

Guida: Ad ogni invocazione acclamiamo: Spirito Santo vieni!

Un lettore: Spirito santo che procedi dal Padre e dal Figlio, tu sei in noi, parli in noi, preghi in noi, operi in noi. Ti preghiamo di fare spazio alle tue parole, alla tua preghiera, alla tua intelligenza in noi perché possiamo conoscere il mistero della volontà di Dio nella storia. R.

Un altro lettore: Non ti chiediamo di avere accesso a questo mistero quasi per poterci vantare di una nostra scienza e intelligenza dei tempi, ma unicamente per operare in maniera degna del Signore, per poterci dedicare più totalmente al servizio del nome e della gloria del nostro Signore Gesù Cristo. R.

 

VANGELO

Io sono la resurrezione e la vita.

Gv 11, 1-45

Un lettore: Ascoltate la parola del Signore dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire >>.

 

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con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

PER LA MEDITAZIONE

Da un’omelia del Santo Padre Francesco:

Le Letture di oggi ci parlano del Dio della vita, che vince la morte. Soffermiamoci, in particolare, sull’ultimo dei segni miracolosi che Gesù compie prima della sua Pasqua, al sepolcro del suo amico Lazzaro. Lì tutto sembra finito: la tomba è chiusa da una grande pietra; intorno, solo pianto e desolazione. Anche Gesù è scosso dal mistero drammatico della perdita di una persona cara: «Si commosse profondamente» e fu «molto turbato» (Gv 11,33). Poi «scoppiò in pianto» e si recò al sepolcro, dice il Vangelo, «ancora una volta commosso profondamente». È questo il cuore di Dio: lontano dal male ma vicino a chi soffre; non fa scomparire il male magicamente, ma con-patisce la sofferenza, la fa propria e la trasforma abitandola. Notiamo però che, in mezzo alla desolazione generale per la morte di Lazzaro.

 

 

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Gesù non si lascia trasportare dallo sconforto. Pur soffrendo Egli stesso, chiede che si creda fermamente; non si rinchiude nel pianto, ma, commosso, si mette in cammino verso il sepolcro. Non si fa catturare dall’ambiente emotivo rassegnato che lo circonda, ma prega con fiducia e dice: «Padre, ti rendo grazie». Così, nel mistero della sofferenza, di fronte al quale il pensiero e il progresso si infrangono come mosche sul vetro, Gesù ci offre l’esempio di come comportarci: non fugge la sofferenza, che appartiene a questa vita, ma non si fa imprigionare dal pessimismo. Attorno a quel sepolcro, avviene così un grande incontro-scontro. Da una parte c’è la grande delusione, la precarietà della nostra vita mortale che, attraversata dall’angoscia per la morte, sperimenta spesso la disfatta, un’oscurità interiore che pare insormontabile. La nostra anima, creata per la vita, soffre sentendo che la sua sete di eterno bene è oppressa da un male antico e oscuro. Da una parte c’è questa disfatta del sepolcro. Ma dall’altra parte c’è la speranza che vince la morte e il male e che ha un nome: la speranza si chiama Gesù. Egli non porta un po’ di benessere o qualche rimedio per allungare la vita, ma proclama: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà». Per questo decisamente dice: «Togliete la pietra!» e a Lazzaro grida a gran voce: «Vieni fuori!».

Segue un breve momento di silenzio per la riflessione personale

 

PROFESSIONE DI FEDE

Guida: In questo giorno del Signore professiamo la nostra fede:

Tutti: Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra;

e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,

il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,

patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;

discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;

salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;

di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica,

la comunione dei santi, la remissione dei peccati,

la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

INVOCAZIONI A CRISTO

Guida: E ora, rivolgiamo a Cristo Signore, vincitore del peccato e della morte, la nostra supplica.

Un lettore: Nella tua misericordia Tutti: Salvaci, Signore.

Da ogni male Salvaci, Signore.

Da ogni peccato Salvaci, Signore.

Dalle insidie del diavolo Salvaci, Signore.

Dall'odio e dalla violenza Salvaci, Signore.

Dalla malvagità e dall’ingiustizia Salvaci, Signore.

Dalla morte eterna Salvaci, Signore.

Da questa pandemia Salvaci, Signore.

 

 

 

 

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Proteggi la tua Chiesa Kyrie, eleison.

Sii presente in ogni casa e in ogni famiglia Kyrie, eleison.

Guidaci a vera conversione Kyrie, eleison.

Donaci il tuo perdono Kyrie, eleison.

Liberaci da ogni calamità e sciagura Kyrie, eleison.

Illumina i legislatori e i governanti Kyrie, eleison.

Guida i medici e gli scienziati Kyrie, eleison.

Conforta chi è nella prova e nel dolore Kyrie, eleison.

Accogli nella tua pace tutti i defunti Kyrie, eleison.

Guida: Ricordati sempre di noi, Signore Gesù, presso il Padre tuo e ammettici a pregare con le parole che Tu ci hai insegnato.

 

Tutti recitano o cantano: Padre nostro.

 

COMUNIONE SPIRITUALE

 

Prima di recitare la preghiera per la comunione spirituale, in un breve momento di silenzio, ognuno fa il proprio esame di coscienza.

 

Tutti: Ai tuoi piedi, o mio Gesù,

mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito

che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza.

Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore,

desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore.

In attesa della felicità della comunione sacramentale,

voglio possederti in spirito.

Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te.

Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere,

per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia.

Guida: Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso,

perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità,

che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti: Amen

Guida: Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Tutti: Amen

 

 

 

 

 

 

 

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AFFIDAMENTO ALLA BEATA VERGINE MARIA

Guida: Al termine della nostra preghiera familiare rivolgiamoci alla Beata Vergine Maria, perché ci aiuti a dire sempre con fede: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”, a scoprire veramente che solo Gesù Cristo è la nostra salvezza.

Tutti: Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,

Santa Madre di Dio:

non disprezzare le suppliche di noi

che siamo nella prova,

e liberaci da ogni pericolo,

o Vergine gloriosa e benedetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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