Adorazione Eucaristica Giovedì 26 marzo 2020

PARROCCHIA NOSTRA SIGNORA DE LA SALETTE – OLBIA

Giovedì 26 marzo 2020

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 Pregare in famiglia, Chiesa domestica.

La famiglia può riunirsi nella propria casa dinanzi ad un crocifisso o ad un’immagine di Cristo

 

INTRODUZIONE ALLA PREGHIERA

Guida: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen.

Guida: Dio Padre che è benedetto nei secoli

ci conceda di essere in comunione gli uni con gli altri,

con la forza dello Spirito Santo,

in Cristo Gesù che risuscitò l’amico Lazzaro dal suo sepolcro.

Tutti: Benedetto nei secoli il Signore.

 

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Guida: Ad ogni invocazione acclamiamo: Spirito Santo vieni!

Un lettore: Spirito santo che procedi dal Padre e dal Figlio, tu sei in noi, parli in noi, preghi in noi, operi in noi. Ti preghiamo di fare spazio alle tue parole, alla tua preghiera, alla tua intelligenza in noi perché possiamo conoscere il mistero della volontà di Dio nella storia. R.

Un altro lettore: Non ti chiediamo di avere accesso a questo mistero quasi per poterci vantare di una nostra scienza e intelligenza dei tempi, ma unicamente per operare in maniera degna del Signore, per poterci dedicare più totalmente al servizio del nome e della gloria del nostro Signore Gesù Cristo. R.

 

VANGELO

Io sono la resurrezione e la vita.

Gv 11, 1-45

Un lettore: Ascoltate la parola del Signore dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire >>.

 

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con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

PER LA MEDITAZIONE

Da un’omelia del Santo Padre Francesco:

Le Letture di oggi ci parlano del Dio della vita, che vince la morte. Soffermiamoci, in particolare, sull’ultimo dei segni miracolosi che Gesù compie prima della sua Pasqua, al sepolcro del suo amico Lazzaro. Lì tutto sembra finito: la tomba è chiusa da una grande pietra; intorno, solo pianto e desolazione. Anche Gesù è scosso dal mistero drammatico della perdita di una persona cara: «Si commosse profondamente» e fu «molto turbato» (Gv 11,33). Poi «scoppiò in pianto» e si recò al sepolcro, dice il Vangelo, «ancora una volta commosso profondamente». È questo il cuore di Dio: lontano dal male ma vicino a chi soffre; non fa scomparire il male magicamente, ma con-patisce la sofferenza, la fa propria e la trasforma abitandola. Notiamo però che, in mezzo alla desolazione generale per la morte di Lazzaro.

 

 

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Gesù non si lascia trasportare dallo sconforto. Pur soffrendo Egli stesso, chiede che si creda fermamente; non si rinchiude nel pianto, ma, commosso, si mette in cammino verso il sepolcro. Non si fa catturare dall’ambiente emotivo rassegnato che lo circonda, ma prega con fiducia e dice: «Padre, ti rendo grazie». Così, nel mistero della sofferenza, di fronte al quale il pensiero e il progresso si infrangono come mosche sul vetro, Gesù ci offre l’esempio di come comportarci: non fugge la sofferenza, che appartiene a questa vita, ma non si fa imprigionare dal pessimismo. Attorno a quel sepolcro, avviene così un grande incontro-scontro. Da una parte c’è la grande delusione, la precarietà della nostra vita mortale che, attraversata dall’angoscia per la morte, sperimenta spesso la disfatta, un’oscurità interiore che pare insormontabile. La nostra anima, creata per la vita, soffre sentendo che la sua sete di eterno bene è oppressa da un male antico e oscuro. Da una parte c’è questa disfatta del sepolcro. Ma dall’altra parte c’è la speranza che vince la morte e il male e che ha un nome: la speranza si chiama Gesù. Egli non porta un po’ di benessere o qualche rimedio per allungare la vita, ma proclama: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà». Per questo decisamente dice: «Togliete la pietra!» e a Lazzaro grida a gran voce: «Vieni fuori!».

Segue un breve momento di silenzio per la riflessione personale

 

PROFESSIONE DI FEDE

Guida: In questo giorno del Signore professiamo la nostra fede:

Tutti: Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra;

e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,

il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,

patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;

discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;

salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;

di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica,

la comunione dei santi, la remissione dei peccati,

la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

INVOCAZIONI A CRISTO

Guida: E ora, rivolgiamo a Cristo Signore, vincitore del peccato e della morte, la nostra supplica.

Un lettore: Nella tua misericordia Tutti: Salvaci, Signore.

Da ogni male Salvaci, Signore.

Da ogni peccato Salvaci, Signore.

Dalle insidie del diavolo Salvaci, Signore.

Dall'odio e dalla violenza Salvaci, Signore.

Dalla malvagità e dall’ingiustizia Salvaci, Signore.

Dalla morte eterna Salvaci, Signore.

Da questa pandemia Salvaci, Signore.

 

 

 

 

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Proteggi la tua Chiesa Kyrie, eleison.

Sii presente in ogni casa e in ogni famiglia Kyrie, eleison.

Guidaci a vera conversione Kyrie, eleison.

Donaci il tuo perdono Kyrie, eleison.

Liberaci da ogni calamità e sciagura Kyrie, eleison.

Illumina i legislatori e i governanti Kyrie, eleison.

Guida i medici e gli scienziati Kyrie, eleison.

Conforta chi è nella prova e nel dolore Kyrie, eleison.

Accogli nella tua pace tutti i defunti Kyrie, eleison.

Guida: Ricordati sempre di noi, Signore Gesù, presso il Padre tuo e ammettici a pregare con le parole che Tu ci hai insegnato.

 

Tutti recitano o cantano: Padre nostro.

 

COMUNIONE SPIRITUALE

 

Prima di recitare la preghiera per la comunione spirituale, in un breve momento di silenzio, ognuno fa il proprio esame di coscienza.

 

Tutti: Ai tuoi piedi, o mio Gesù,

mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito

che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza.

Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore,

desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore.

In attesa della felicità della comunione sacramentale,

voglio possederti in spirito.

Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te.

Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere,

per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia.

Guida: Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso,

perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità,

che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti: Amen

Guida: Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Tutti: Amen

 

 

 

 

 

 

 

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AFFIDAMENTO ALLA BEATA VERGINE MARIA

Guida: Al termine della nostra preghiera familiare rivolgiamoci alla Beata Vergine Maria, perché ci aiuti a dire sempre con fede: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”, a scoprire veramente che solo Gesù Cristo è la nostra salvezza.

Tutti: Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,

Santa Madre di Dio:

non disprezzare le suppliche di noi

che siamo nella prova,

e liberaci da ogni pericolo,

o Vergine gloriosa e benedetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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