ADORAZIONE EUCARISTICA Giovedì 13 febbraio 2020

Scritto da Super User

5^ settimana del tempo ordinario anno A

(Il mese di febbraio è dedicato allo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità. Lo Spirito Santo è Dio, e, nello stesso tempo, il dono d’amore che Dio riserva ai suoi figli devoti. Discende sui credenti come una fiamma ardente e rende le loro parole alate, in modo che possano giungere al Padre. Febbraio dedica le sue devozioni anche alla Sacra Famiglia, la famiglia per eccellenza, quella composta da Gesù, Giuseppe e Maria. Le preghiere e le litanie sono tutte dedicate a questo perfetto esempio di Amore e Fede, al quale tutti dovrebbero guardare per vivere in serenità e pienezza. Le devozioni alla Sacra Famiglia esprimono la volontà di fare ciò che piace a Gesù, Maria e Giuseppe e evitare ciò che possa dispiacere loro).

dal Vangelo secondo Marco 7, 24-30

In quel tempo Gesù, partito da Genesaret, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.

Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe andò e si gettò ai suoi piedi. Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca e di origine siro-fenicia.

Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Si Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola va’, il demonio è uscito da tua figlia».

Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

 Parola del Signore

Adorazione silenziosa …

Canto

Riflessione al Vangelo

Ecco che Gesù va in soccorso ai popoli pagani e idolatri della zona di Tiro. L’Agnello senza macchia affronta e si confronta con l’impurità di coloro che, dolorosamente, egli chiama “cagnolini” per il loro essere schiavi delle passioni e per il loro essere prigionieri del peccato. Ai figli di Israele annuncia che la loro purezza può divenire impura, ai pagani che la loro impurità può divenire pura. Ma non è ancora giunto il tempo dei popoli pagani; Gesù entra nella loro casa, e vuole restarvi nascosto, come è detto: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa di Israele” (Mt 10,5-6).

La guarigione che Gesù concederà alla figlia di questa donna, pagana per nascita, profetizza la pienezza della salvezza dei gentili, riservata al tempo della passione e della risurrezione.

Il pane che deve innanzitutto saziare i figli e che non conviene gettare ai cani rappresenta il Cristo nel mistero del suo corpo eucaristico, che deve saziare coloro che sono stati purificati dalle acque del battesimo e che sono chiamati perciò figli di Dio. Ecco perché le Scritture ci avvertono: “Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore... perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,27,30). La donna che si è gettata ai piedi di Gesù ha colto il senso profondo di tali parole e, riconoscendo umilmente la propria condizione, confessa il suo peccato. Con fede si abbandona a Cristo che, giusto e buono, con una sola briciola o una sola parola può rigenerare e salvare sua figlia.

Adorazione silenziosa … Canto

Salmo 105

Perdona Signore le nostre infedeltà

Beati coloro che agiscono con giustizia

 e praticano il diritto in ogni tempo.

 ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo,

 visitaci con la tua salvezza

Perdona Signore le nostre infedeltà

 I nostri padri si mescolarono con le nazioni

 e impararono le opere loro.

 Servirono i loro idoli

 e questi furono per loro un tranello.

Perdona Signore le nostre infedeltà

 Immolarono i loro figli

 e le loro figlie ai dèi falsi.

 L’ira del Signore si accese contro il suo popolo

ed egli ebbe in orrore il suo possesso

Perdona Signore le nostre infedeltà

Adorazione silenziosa

Canto

Stranieri agli occhi di Dio

Stupisce l'insistenza che fa Marco sulla totale estraneità di questa donna dalla tradizione biblica: l'evento avviene a Tiro, quindi fuori dai confini di Israele, questa donna è siro-fenicia (due popoli storicamente nemici di Israele!) e parla pure in greco! In Israele la purezza e la santità erano inversamente proporzionali alla distanza dal tempio di Gerusalemme: già i galilei erano visti con sospetto, figuriamoci questa donna! Eppure Gesù la incoraggia e accetta la sua fede superstiziosa e superficiale: se il banchetto del Padre è rivolto anzitutto ai figli di Israele, anche i cagnolini possono sfamarsi delle briciole che cadono dalla mensa. Lasciamo a Dio giudicare il cuore delle persone, di coloro che, ancora oggi, consideriamo "lontani" solo perché non hanno fatto la nostra esperienza di fede. Non esistono "stranieri" agli occhi di Dio ma ogni uomo che cerca in sé risposta e consolazione può incrociare misteriosamente lo sguardo del Signore. Lasciamo a Dio il giudizio e siamo disponibili verso ogni uomo che oggi incontreremo!

Adorazione silenziosa

Canto

Gesù e gli stranieri

Due episodi emblematici del rapporto di Gesù con gli stranieri sono senza dubbio l’incontro con la donna siro fenicia e con il centurione col servo malato (Mc 7,24-30; Lc 7,1-10).  “Gesù non nega la distanza e la differenza che la stranierità dell’altro comporta, ma sa sempre superare la distanza quando vede lo straniero accogliere la volontà di Dio e la propria collocazione all’interno del disegno della salvezza. Le diversità culturali, etniche e religiose, mai negate da Gesù, anzi riconosciute, sono superate al livello della ricerca, dell’attesa, della fiducia, che appaiono elementi determinanti nella caratterizzazione dell’identità di una persona. Se anche non fa degli stranieri i destinatari immediati del suo ministero e del suo annuncio, Gesù, condividendo la speranza dei profeti, intravede la loro venuta finale nell’orizzonte escatologico: “Molti verranno dall’oriente e dall’occidente, e siederanno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli”(Mt 8,11).

Adorazione silenziosa …

Canto

La grande fede della donna delle briciole

Gesù, uomo di incontri. Incontri che trasformano. E la svolta avviene attorno all'immagine dei cagnolini e delle briciole. Gesù dapprima si sottrae: Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini. Nella mentalità comune dei giudei i pagani erano considerati cani. E poi la risposta geniale della madre Cananea: è vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. La donna sembra dire «fai delle briciole di miracolo, briciole di guarigione anche per noi, gli ultimi». Qualcosa commuove Gesù e ne cambia l'atteggiamento: è la convinzione assoluta di quella donna che tutti, anche i pagani sono amati, che per Dio non esistono figli e no; è l'umiltà di chi va in cerca solo di briciole, di pane perduto. Donna, grande è la tua fede! Non frequenta la sinagoga, invoca altri dèi, Baal e Astarte, ma per Gesù è donna di grande fede. Non tanto o non solo per il suo indomito amore di madre, che non si arrende ai silenzi di Gesù, al suo atteggiamento prima gelido («non le rivolse nemmeno una parola») e poi ruvido. Lo farebbe qualsiasi madre! La grande fede della donna non sta in formule o dichiarazioni, ma in una convinzione profonda, che la incalza: Dio è più attento alla vita e al dolore dei suoi figli che non alla fede che professano. Non ha la fede dei teologi, ma quella delle madri che soffrono per la carne della loro carne: esse conoscono Dio dal di dentro, lo sentono pulsare nel profondo delle loro piaghe, all'unisono con il loro cuore di madre. Credono che il diritto supremo davanti a Dio è dato dalla sofferenza e dal bisogno, non dalla razza o dalla religione. E che questo diritto appartiene a tutti i figli di Dio, che sono tutti uguali, giudei e fenici, credenti e pagani, sotto il cielo di Tiro o sotto quello di Nazareth. E Gesù cambia, si modificano l'ampiezza della sua missione e il volto del Padre. Una donna pagana «converte» Gesù; lo porta ad accogliere come figli i cagnolini di Tiro e di Sidone, lo apre ad una dimensione universale: No, tu non sei venuto solo per quelli di Israele, tu sei pastore del dolore del mondo. Gesù cammina e cresce nella fede, imparando qualcosa su Dio e sull'uomo dall'amore e dall'intelligenza di una madre straniera. Da questo incontro di frontiera, da un dialogo fra stranieri prima brusco e poi rasserenante, emerge un sogno: la terra vista come un'unica grande casa, una tavola ricca di pane, una corona di figli. Una casa dove nessuno, neppure i cuccioli, ha più fame. Dove non ci sono noi e gli altri, uomini e no, ma solo figli e fame da saziare.

Adorazione silenziosa …

BENEDIZIONE EUCARISTICA

Canto: Tantum Ergo

Tantum ergo, sacramentum

veneremur cernui,

et antiquum documentum

novo cedat ritui; 

praestet fides supplementum

sensuum defectui.  

 

Genitori Genitoque

laus et jubilatio, 

salus, honor, virtus quoque

sit et benedictio;

Procedenti ab utroque compar sit laudatio. Amen

           

Preghiera per le vocazioni di San Paolo VI   (insieme)

 

            Illuminati ed incoraggiati dalla tua Parola, ti preghiamo, o Signore, per coloro che hanno già seguito ed ora vivono la tua chiamata.

Per i tuoi vescovi, i sacerdoti, i diaconi; ed ancora per i tuoi consacrati, religiosi, fratelli e suore; ed ancora per i tuoi missionari e per i tuoi laici generosi che operano nei ministeri istituiti o riconosciuti dalla Santa Chiesa.

Sostienili nelle difficoltà, confortali nelle sofferenze, proteggili nella persecuzione, confermali nella fedeltà. Ti preghiamo, Signore, per coloro che stanno aprendo il loro animo alla tua chiamata o già si preparano a seguirla.

La tua Parola li illumini, il tuo esempio li conquisti, la tua grazia li guidi fino al traguardo dei sacri ordini, dei voti religiosi, del mandato missionario. Per tutti coloro, o Signore, perché la tua Parola sia di guida e di sostegno, affinché sappiano orientare, consigliare, suggerire i fratelli con la forza che tu solo puoi comunicare.

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